Una recente ricerca suggerisce che le specie umane ancestrali pre-Homo, come l’australopiteco africano, assumevano posture delle mani simili a quelle dell’uomo moderno molto prima di quanto si pensasse: questi nostri lontanissimi antenati infatti adoperavano strumenti di pietra anche fra i due ed i tre milioni di anni fa. Le distintive capacità umane di precisione nell’applicaizone della forza (come nel girare una chiave) e di presa potente (come nell’uso di un martello) sono collegate a due transizioni evolutive fondamentali nell’uso della mano: una riduzione nelle scalate arboree e la manifattura e l’uso di strumenti di pietra. Sinora non era chiaro quale fosse il momento in cui sono avvenute queste transizioni locomotorie e manipolative, ma una nuova tecnica ha consentitoi rivelare il modo in cui le specie fossili usavano le proprie mani esaminando la struttura spugnosa interna dell’osso, che prende il nome di struttura trabecolare: l’osso trabecolare si rimodella rapidamente durante la vita, e può riflettere il reale comportamento di un individuo nel corso della propria esistenza. Questa tecnica ha consentito di stabilire che l’australopiteco africano, in precendenza ritenuto incapace di un simile comportamento, faceva invece uso di strumenti di pietra, ed aveva quindi già imboccato il sentiero evolutivo che avrebbe portato alla comparsa delle specie Homo. (Science 2015; 347: 395)
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