I computer del futuro memorizzeranno con la luce

Luce per leggere e luce per scrivere; ma non parliamo di noi, parliamo di computer. In futuro infatti  per leggere e scrivere i dati nelle memorie dei PC ci penserà la luce, aumentandone anche le prestazioni. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Nature Nanotechnology dal gruppo internazionale guidato da Sergio Brovelli, docente di fisica sperimentale all’Università di Milano-Bicocca, a cui hanno collaborato l’Istituto di Tecnologia di Pechino in Cina, il Politecnico di Milano e il laboratorio statunitense di Campi magnetici elevati (Hmfnl) di Los Alamos.

Come funziona

Grazie ai loro esperimenti, i ricercatori hanno dimostrato che l’inserimento controllato di pochi atomi di argento all’interno di un materiale semiconduttore, induce un forte comportamento magnetico nelle sue nanoparticelle quando vengono illuminate. Questo magnetismo attivato dalla luce, persistente nel tempo e rilevabile otticamente, può diventare l’elemento di base dei dispositivi di immagazzinamento dei dati di nuova generazione.

Ingegnerizzare queste interazioni tra atomi, spiega Brovelli, “apre alla possibilità di realizzare materiali ad alte prestazioni che potranno costituire gli elementi fondanti di tecnologie del futuro come, ad esempio, computer ottici e memorie di grande capacità e elevata frequenza ‘lette’ e ‘scritte’ con la luce”.

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