(Reuters Health) – Un gruppo di ricercatori statunitensi ha voluto far luce su un’eventuale  correlazione tra attivitĂ fisica, diabete 1 e aterosclerosi. “I risultati preliminari della nostra analisi suggeriscono che i pazienti che presentano episodi frequenti d’ipoglicemia e che si dedicano ad attivitĂ sportive  molto intense, presentano un rischio maggiore di ammalarsi di aterosclerosi”, ha dichiarato l’autore principale dello studio, Elke R. Fahrmann dell’UniversitĂ Marshall di Joan C. Edwards School of Medicine Huntington, West Virginia. “I vantaggi di un trattamento aggressivo del diabete, abbinato all’attivitĂ fisica, sono giĂ bene chiari; tuttavia la letteratura indica che l’ipoglicemia, uno degli effetti piĂą negativi del trattamento intensivo del diabete, e le attivitĂ sportive molto dure potrebbero attivare dei percorsi infiammatori. Dunque, secondo il nostro studio, ci potrebbe esistere un effetto sinergico di questi due fattori”.
Lo studio
Per valutare ome l’attivitĂ fisica intensa possa influire sulla relazione tra ipoglicemia e calcificazioni coronariche (CAC) nei pazienti con diabete di tipo 1, Fahrmann e colleghi hanno analizzato i dati del Diabetes Control and Complications Trial (DCCT) e dell’ Epidemiology of Diabetes Intervention and Complications (EDIC) Study.
Nel trial DCCT, i 1.173 partecipanti hanno riportato la quantitĂ di tempo che hanno trascorso in attivitĂ fisiche intense come il nuoto, la corsa, il tennis (singolare), il ciclismo, il basket o la squash. Nel complesso, si verificavano in media 1,8 episodi con ipoglicemia non severa per settimana con attivitĂ che duravano 35 minuti a settimana. E si è visto che l’ipoglicemia non severa e l’attivitĂ fisica intensa erano debolmente correlate (rho = 0,08, p <0,01). Inoltre, si è visto che la durata di un’attivitĂ sportiva molto intensa ha influenzato il rapporto tra ipoglicemia e la CAC100: quando l’attivitĂ sportiva si prolungava, l’ipoglicemia diventava un fattore di rischio maggiore per l’aterosclerosi. La soglia di significativitĂ era di 190 minuti di esercizio vigoroso a settimana, ma l’interazione tra il tempo e l’ipoglicemia era significativa solo per i maschi (p <0,001).
Nello studio EDIC, i 1.177 partecipanti che hanno riportato la quantitĂ di tempo che hanno dedicato all’attivitĂ fisica intensiva e hanno avuto 2.3 eventi non prevedibili per settimana in media, con una media di 18 minuti di attivitĂ fisica settimanale. In questo studio, l’attivitĂ intensa e l’emoglobina A1c (HbA1c) erano correlati (rho = 0.011, p <0.001). Le relazioni tra il trattamento precedente, l’ipoglicemia e l’esercizio vigoroso erano significativi, ma la connessione tra attivitĂ faticosa e l’ipoglicemia non è stata significativa.
Fonte: American Diabetes Association 2017
 Lorraine L. Janeczko
 (Versione italiana Quotidiano Sanità / Popular Science)