Sin da quando l’agricoltura si è evoluta 10.000 anni fa, le piante sono state selezionate artificialmente per divenire le varietà a rapida crescita ed altamente produttive che conosciamo oggi. In ogni caso, gli esseri umani non sono stati i primi a prendersi il merito di coltivare il proprio cibo, dato che le formiche lo hanno fatto per 50 milioni di anni. Un ceppo di formiche sudamericane raccoglie foglie e ricicla le proprie stesse feci per coltivare campi di funghi per il cibo: una recente ricerca ha dimostrato che queste formiche sono titolari di una storia evoluzionistica di miglioramento delle proprie coltivazioni. La presenza di alcuni specifici aminoacidi ed enzimi vitali in questi funghi spiega il fatto che le formiche che li coltivano abbiano perso la capacità di produrre queste sostanze da sole nel corso dei secoli. Benché ci siano volute ere di selezione naturale, le “fattorie” odierne delle formiche sono circa 100.000 volte più grandi di quelle dei loro antenati che hanno inventato l’agricoltura: si tratta di un progresso simile a quello ottenuto dall’uomo, ed esso ha anche avuto un impatto ambientale similare. A differenza dell’agricoltura umana, che impiega grosse quantità di acqua, fertilizzanti e pesticidi, la risorsa principale delle formiche consiste nell’accesso a foglie fresche, e le loro società più avanzate sono divenute così aggressive che hanno determinato una defoliazione massiva negli ecosistemi naturali e nelle coltivazioni umane in America Latina. I funghi coltivati da queste formiche, peraltro, hanno sviluppato con loro un complesso rapporto simbiotico, costruendo organi in grado di produrre nutrienti per le formiche da cui dipendono per crescere. (Nat Comm 2014; 5: 5675)
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