Sindrome dell’ovaio policistico e fecondazione assistita: uno studio australiano

Le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico rispondono bene ai trattamenti per la fertilità e hanno gli stessi tassi di gravidanze dopo i trattamenti delle donne senza la malattia. A mostrarlo è una ricerca dell’Università del Queensland, in Australia, guidata da Katrina Moss, pubblicata su Fertility and Sterility.

Per lo studio, i ricercatori hanno preso in considerazione 1.109 donne che si sottoponevano a trattamenti per la fertilità. Dall’analisi è emerso che più donne con la sindrome dell’ovaio policistico facevano ricorso al trattamento, il 38%, rispetto al 13% delle donne senza la condizione. Per quel che riguarda la strategia di trattamento, invece, il 71% delle donne con sindrome da ovaio policistico inizia con la stimolazione ovarica rispetto al 36% delle donne senza la sindrome e meno donne con sindrome da ovaio policistico progrediscono a IVF. Infine, le donne con la sindrome iniziano prima i trattamenti per la fertilità, intorno ai 31 anni, rispetto ai 34 delle donne senza.

 

Fertility and Sterility (2023) – doi: 10.1016/j.fertnstert.2023.11.008

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