I pescatori che si chiedono come mai nei loro posti preferiti la fortuna sembra averli abbandonati potrebbero trovare un colpevole a sorpresa: una miniera lontana chilometri e chilometri, magari anche in un’altra regione. Alcuni scienziati dell’MSU hanno osservato l’impatto delle miniere sul territorio, scoprendo che le attività minerarie possono danneggiare l’habitat dei pesci per chilometri a valle, anche in corsi d’acqua che non sono direttamente collegati alle miniere. Le miniere dunque hanno un’influenza sui pesci anche molto più forte di quanto preventivato: esse vengono aperte ovunque per raccogliere una varietà di risorse naturali, ma distruggono l’ambiente che le circonda, aggiungendo sedimenti ed elementi chimici ai fiumi, alterando il flusso dei corsi d’acqua e portando a variazioni della qualità del suolo. Ciò che accade accanto alla miniera scorre a valle, e può sterminare le popolazioni di trote e pesce persico anche a grandi distanze. Le conclusioni dello studio in oggetto hanno portato a definire le miniere come “fattore stressante regionale”: benchè i fiumi più grandi possano diluire i danni da esse provocati, i letti d’acqua più piccoli che affluiscono nei più grandi possono risultare molto più fragili. Tutto ciò che accade a livello degli affluenti, ovviamente, si riflette sui fiumi principali, e gli effetti sono cumulativi, mettendo in pericolo l’ambiente dei pesci anche a grandi distanze. (Ecol Ind 2015; 50:50)
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