La fisica dice che se due particelle sono legate a livello quantico, esse sono collegate permanentemente, e qualunque cambiamento intervenga in una di esse influenzerà anche l’altra, a prescindere dalla distanza che le separa: ciò potrebbe essere fantastico per il trasporto istantaneo di informazioni a grande distanza, ma solo se intuiremo come sfruttare il meccanismo. I computer che sfruttano il legame quantico sono già in via di costruzione, ma le più grandi sfide per questi apparecchi sono attualmente le distanze: a differenza delle attuali reti informatiche, che trasmettono rapidamente informazioni attraverso migliaia di km di cavi superveloci, la computazione quantica non ha ancora la stessa portata. La massima distanza attualmente coperta dalle reti quantiche è di 300 km, che un giorno potrebbero essere abbastanza per coprire una città o una regione, ma non sono sufficienti a livello internazionale, specie se in mezzo si frappone il mare. Per risolvere questo problema, è stata proposta una soluzione all’antica: utilizzare navi da carico per trasportare oggetti quantici. Essi sarebbero composti di diamante o silicio, e non occuperebbero molto spazio, ma mantenerli stabili è ancora una sfida: le strutture attualmente disponibili possono mantenere le particelle al sicuro solo per un tempo limitato, e solo a temperature molto basse, e quindi l’impianto di refrigerazione e le infrastrutture di supporto occuperebbero tutto il resto della nave. Tuttavia, nello strano mondo della computazione quantica, gli oggetti non conterrebbero l’informazione in sé: una volta che il container giungesse a destinazione, questi oggetti potrebbero essere usati per trasferire istantaneamente l’informazione dalla propria controparte dall’altro capo del mondo. Con questo metodo, il ritardo non sarebbe nel trasferimento di informazioni, ma solo nei tempi di viaggio. In un’era in cui il trasporto sembra andare sempre più veloce, le navi da carico sembrano più lente delle lumache: esse si muovono sostanzialmente alla stessa velocità a cui si muovevano nel 1900. Tuttavia, sin quando non verrà inventato l’equivalente quantico dei cavi telegrafici sottomarini, le navi da carico potrebbero rappresentare l’anello mancante in un campo tecnologico in espansione. (airXiv 2014; 1410.3224v1)
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