Elisa Greco
Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea di questo progetto è nata dalla consapevolezza che, quando si parla di oncologia e onco-ematologia, non è più sufficiente citare i protocolli terapeutici in uso o le percentuali di sopravvivenza; nella loro accezione moderna si tratta, infatti, di discipline complesse, che toccano diversi aspetti della pratica medica tradizionale, spingendosi anche in settori apparentemente lontani dalla medicina. In questo contesto entra in gioco l’innovazione, non riferita solamente al concetto di farmaco innovativo, ma declinata anche come nuovi modi di fare medicina: si pensi alla telemedicina e a tutti i processi di digitalizzazione che hanno a tutti gli effetti le potenzialità per semplificare la pratica quotidiana per il medico e l’impatto della malattia sul paziente.
Potrebbe descriverlo brevemente?
In questo scenario in continua evoluzione in cui si sta definendo il nuovo concetto di cura e presa in carico della persona affetta da patologia oncologica, Pfizer ha voluto creare un momento di incontro dedicato, coinvolgendo massimi rappresentanti dell’Oncologia e Onco-ematologia in Italia, esperti di diverse discipline e Associazioni di pazienti per favorire il dibattito e il confronto al fine di tracciare nuove strategie d’azione verso una pratica clinica sempre più efficiente ed efficace. Da qui nasce “Oncology Reloaded”, il primo evento Pfizer dedicato alle persone al centro dell’onco-ematologia, che ha avuto luogo a Roma, in collaborazione con IncontraDonna e con il patrocinio di CIPOMO. L’evento ha visto coinvolta una faculty composta da tre responsabili scientifici e 15 relatori tra Opinion Leader, rappresentanti dell’Associazione Pazienti, esperti di medicina narrativa e di psico-oncologia, e un audience di oltre 100 specialisti dell’Oncologia e dell’Onco-ematologia italiana. Il format dell’incontro ha previsto presentazioni frontali, tavole rotonde, discussioni moderate, e sessioni di Q&A e confronto con la faculty.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Oltre a sottolineare l’impegno di Pfizer in Oncologia ed Onco-ematologia, esplorando il valore dei diversi portfolio di prodotti, l’obiettivo dell’evento è stato quello di approfondire il dibattito multidisciplinare sui bisogni del paziente, le sfide cliniche, sociali ed economiche che gli oncologi e gli ematologi si trovano ad affrontare; il nuovo concetto di innovazione, equità e sostenibilità; la centralità della persona nei percorsi di cura. L’evento ha riscosso moltissimo successo ed è stato ampiamente apprezzato dai clinici presenti sia in termini di format sia di contenuti.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
È necessario lavorare per garantire l’accesso equo alle cure, promuovere l’innovazione, garantire la sostenibilità e mettere al centro della cura la persona con patologia oncologica. Questo richiede un impegno multidisciplinare e una collaborazione tra professionisti sanitari, ricercatori, decisori politici e pazienti stessi.
Qual è l’aspetto principale dell’Institutional & Patient Event che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’adozione e l’integrazione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica. Queste tecnologie hanno, infatti, il potenziale per migliorare la diagnosi precoce, la personalizzazione dei trattamenti e la gestione delle malattie oncologiche. Inoltre, un tema di crescente interesse per la comunità scientifica e per le Associazioni di pazienti è quello legato alla shared-decision making che vede il ruolo del paziente sempre più centrale nell’approccio terapeutico.